L’Incentivo per la filiera del libro 2026 mette a disposizione oltre 7,4 milioni di euro per sostenere le imprese e gli operatori che operano nel settore dell’editoria e della produzione del libro. La misura prevede un contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili, con un contributo massimo di 75.000 euro e un programma di spesa complessivo non superiore a 100.000 euro.
Incentivo per la filiera del libro 2026
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 4 novembre 2026, attraverso la piattaforma di Invitalia, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
L’incentivo nasce con l’obiettivo di sostenere investimenti destinati all’ampliamento, alla riqualificazione, all’innovazione, all’ammodernamento e alla digitalizzazione delle attività che fanno parte della filiera del libro.
Incentivo per la filiera del libro: a chi è rivolto
La misura si rivolge principalmente alle PMI che operano nella filiera editoriale e libraria. Sono comprese ditte individuali, società di persone e società di capitali, cooperative e imprese sociali.
Possono inoltre rientrare nell’incentivo ETS, associazioni e fondazioni, purché svolgano attività economica in forma imprenditoriale e siano iscritti, oppure in corso di iscrizione, al RUNTS, rispettando anche i parametri dimensionali previsti per le PMI. Un requisito particolarmente importante riguarda l’anzianità dell’attività.
Al momento della presentazione della domanda occorre infatti avere almeno due anni di iscrizione e attività al Registro delle imprese oppure, per i soggetti non obbligati, al REA. È inoltre necessario aver svolto per almeno due anni, in via prevalente, un’attività ammessa dalla misura. La sede legale e l’unità locale interessata dal progetto devono essere in Italia.
Quali attività sono ammesse?
La scheda allegata individua, tra le attività ammissibili secondo ATECO 2025:
- 58.11.00 – Edizione di libri;
- 18.12.00 – Altra stampa;
- 18.13.00 – Lavorazioni preliminari alla stampa e ai media;
- 18.14.00 – Legatoria e servizi connessi;
- 47.61.00 – Commercio al dettaglio di libri;
- 46.49.21 – Commercio all’ingrosso di libri.
Il possesso del codice ATECO, tuttavia, non deve essere considerato da solo sufficiente. La scheda evidenzia infatti la necessità di verificare concretamente anzianità, prevalenza dell’attività e altri requisiti attraverso documentazione aziendale, visura storica, contabilità e progetto.
Quanto finanzia l’Incentivo per la filiera del libro?
Il contributo può coprire fino all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 75.000 euro.
Il programma complessivo non può superare 100.000 euro di spesa ammissibile.
Questo significa che il contributo massimo non corrisponde semplicemente all’80% di 100.000 euro.
Per esempio:
| Spesa ammissibile | Contributo teorico | Quota residua |
|---|---|---|
| 50.000 € | 40.000 € | 10.000 € |
| 93.750 € | 75.000 € | 18.750 € |
| 100.000 € | 75.000 € | 25.000 € |
La scheda evidenzia inoltre che il limite di 75.000 euro fa sì che, su un programma da 100.000 euro, l’intensità effettiva del contributo sia pari al 75%.
Quali spese sono ammesse?
Il progetto deve essere finalizzato a sviluppare e rafforzare l’attività dell’impresa e deve contribuire alla filiera del libro e alla promozione della lettura.
Sono previste diverse categorie di spesa.
Macchinari, impianti e attrezzature
Sono ammissibili beni nuovi di fabbrica, purché pertinenti al progetto.
Non è invece ammessa la semplice sostituzione di beni esistenti.
Software, brevetti, licenze e marchi
Possono rientrare tra le immobilizzazioni immateriali software, brevetti, licenze, marchi, certificazioni e know-how pluriennali.
Per alcune di queste spese sono previste specifiche modalità di documentazione e, secondo la scheda, una perizia giurata al momento del SAL di completa realizzazione del bene.
Opere murarie
Le opere murarie possono rappresentare al massimo il 20% delle spese di investimento ammissibili.
La documentazione della misura ricomprende in questa categoria anche gli impianti generali dell’immobile.
Capitale circolante
È previsto anche il capitale circolante, entro il limite del 20% delle spese di investimento.
Tra le voci indicate figurano materie e merci, servizi, godimento di beni di terzi e personale dipendente.
Sono invece previste esclusioni per alcune tipologie di spesa, tra cui beni in leasing, acquisti chiavi in mano, commesse interne, operazioni con fornitori collegati e pagamenti in contanti. La scheda segnala inoltre l’esclusione degli automezzi secondo le FAQ richiamate.
Innovazione e digitalizzazione al centro del progetto
L’Incentivo per la filiera del libro non si limita al semplice acquisto di beni.
Il programma deve infatti contribuire all’ampliamento, alla riqualificazione, all’innovazione, all’ammodernamento o alla digitalizzazione dell’attività. Sono ammesse iniziative relative sia alla produzione cartacea sia a quella digitale.
Anche la valutazione del progetto tiene conto di questi aspetti.
La griglia attribuisce complessivamente fino a 24 punti e richiede almeno 12 punti, oltre al rispetto dei punteggi minimi previsti per i singoli criteri.
In particolare vengono considerati:
- competenze del proponente e della compagine;
- eventuale nuovo personale;
- analisi del mercato;
- strategie commerciali e di comunicazione;
- innovazione;
- impatto sulla filiera e sulla promozione della lettura;
- valorizzazione della stampa su carta;
- disponibilità di mezzi propri.
Non tutti gli elementi sono obbligatori per raggiungere la soglia minima. La scheda precisa, per esempio, che nuove assunzioni e stampa su carta non sono indispensabili, mentre risultano fondamentali competenze sufficienti, mercato e strategie, innovazione almeno parziale, impatto sulla lettura e adeguata copertura finanziaria.
Quando presentare la domanda?
La procedura prevede alcuni passaggi da preparare in anticipo.
La preregistrazione delle imprese è prevista dal 27 ottobre 2026, mentre l’invio della domanda sarà possibile dalle ore 12:00 del 4 novembre 2026, fino a esaurimento delle risorse.
La procedura è quindi da preparare con attenzione prima dell’apertura dello sportello.
Tra i documenti e gli elementi da verificare rientrano:
- visura attuale e storica;
- anzianità dell’impresa e attività prevalente;
- ultimi due documenti contabili annuali richiesti;
- dimensione dell’impresa;
- situazione relativa agli aiuti de minimis;
- eventuale atto costitutivo e statuto;
- dichiarazioni e documentazione richiesta;
- firma digitale, identità digitale e PEC;
- preventivi relativi agli investimenti;
- documentazione relativa alla sede e agli eventuali lavori.
Un aspetto da non trascurare riguarda la sostenibilità finanziaria del progetto. La scheda indica espressamente la necessità di verificare la documentazione contabile annuale e la capacità di coprire la quota di investimento non finanziata dal contributo.
Cosa può fare FenImprese Salerno per gli associati
Per un’impresa della provincia di Salerno, un’opportunità come questa non dovrebbe essere valutata soltanto sulla base dell’importo del contributo.
FenImprese Salerno può rappresentare un punto di riferimento per accompagnare gli associati nella fase di analisi dell’opportunità, aiutandoli a individuare gli aspetti da verificare prima di procedere con la candidatura.
In particolare, il percorso può partire dall’analisi dell’attività dell’impresa e della documentazione disponibile, per verificare la presenza dei principali requisiti previsti dalla misura. Successivamente è possibile lavorare sulla definizione del progetto di investimento, sull’organizzazione delle spese e sulla raccolta dei documenti necessari alla candidatura.
Per chi non è ancora associato, questa può essere anche un’occasione per conoscere più da vicino i servizi e il supporto che FenImprese Salerno può mettere a disposizione delle imprese del territorio.
L’obiettivo è trasformare la semplice segnalazione di un bando in un percorso di orientamento, preparazione e accompagnamento, evitando di arrivare all’apertura dello sportello senza aver verificato preventivamente requisiti, progetto e documentazione.
Incentivo filiera del libro: perché prepararsi prima del 4 novembre
La misura prevede una procedura a sportello e le domande potranno essere presentate fino all’esaurimento delle risorse.
Per questo motivo, la preparazione della domanda non dovrebbe iniziare il giorno dell’apertura.
Una corretta pianificazione permette infatti di verificare in anticipo la posizione dell’impresa, raccogliere i preventivi, definire gli investimenti e predisporre la documentazione richiesta.
È importante, inoltre, distinguere tra interesse per il bando e effettiva ammissibilità del progetto. La disponibilità di un codice ATECO potenzialmente compatibile non è sufficiente, perché devono essere verificati anche anzianità, attività prevalente, dimensione dell’impresa, situazione finanziaria e altri requisiti previsti dall’avviso.
Incentivo per la filiera del libro 2026: cosa fare adesso
L’Incentivo per la filiera del libro 2026 rappresenta una misura nazionale destinata a sostenere investimenti nella filiera editoriale e libraria.
Il contributo può arrivare fino a 75.000 euro, a fronte di un programma di spesa ammissibile fino a 100.000 euro, con una copertura teorica fino all’80%.
Per le imprese interessate, il passaggio più importante è quindi verificare prima dell’apertura dello sportello se attività, anzianità, progetto, spese e documentazione sono coerenti con i requisiti dell’avviso.
FenImprese Salerno è a disposizione dei propri associati e di chi vuole conoscere le opportunità e i servizi dedicati alle imprese del territorio.
Per informazioni e per valutare il percorso di assistenza più adatto alla propria impresa, è possibile contattare FenImprese Salerno.